22 maggio 2018

Tappa 17: percorsi brevi ma spazi immensi.

Carissimi,
due tappe brevi ci hanno riavvicinato al mare e con lui ad una vista meravigliosa su questa costa del Nord.
Tappe brevi e con arrivo anche oggi in un piccolo paesino, a misura di pellegrino come dico io: un ostello, una Chiesa, un bar e questa volta anche una piccola tienda cioè un alimentari.
Quando ci fermiamo in questi luoghi di solito vediamo poi passare altri pellegrini che proseguono; ci salutiamo inconsapevoli se avremo o no la possibilità di rivedersi più avanti. Il Cammino, in questo caso, è come un elastico: puoi perdere qualche pellegrino per giorni e ritrovarlo a distanza di tempo in un paesino come in una grande città.
La costa oggi ci ha offerto uno spettacolo unico, complice anche l'ancora bella giornata di sole. Rocce a picco sul mare e l'immagine bellissima di una giovane pellegrina conosciuta ieri sera che su un promontorio erboso a picco sul mare era intenta a scrivere su un piccolo libretto. Sono le immagini classiche, semplici del Cammino ma sono poi anche le più numerose perchè sfrutti le possibilità che il Cammino stesso ti offre nello sviluppo dei suoi tanti chilometri; sta a noi coglierne l'occasione e sfruttarla al meglio: le cose da pensare non mancano come anche le cose da scrivere.
Un abbraccio. Buon Cammino.
Nicola


21 maggio 2018

16 tappa: non siamo mai soli.

Carissimi,
la tappa odierna a Serdio ha significato l'arrivo di Loris e Mirella ed ha segnato il ritorno sul luogo dell'incidente di anno scorso di Loris che lo obbligò al rientro forzato a casa.
Partito Alessandro, un nuovo cammino è iniziato con gli altri amici e devo dire che sul momento, la prima giornata, sia mentalmente che fisicamente anche a me sembrava di iniziare in quel momento e quindi ne ho un po' risentito. Oggi va già meglio!
Per un amico che abbracci alla partenza, altri tre gli abbracci per l'arrivo e quindi è vero che sul cammino non sei mai solo ma non perchè lo hai programmato ma perchè lungo la strada di Santiago come della vita, puoi sempre incontrare persone: sta a te farne tesoro e camminare con loro.
Il ricordo dell'incidente di Loris sapevo che psicologicamente sarebbe stato pesante perchè caratterizzò tutta la mia esperienza e perchè mi fece capire che non puoi considerarti immune e al di sopra degli ostacoli che puoi trovare lungo la tua strada. Tornare su questi luoghi da oggi in avanti ha un significato non di rivincita ma soltanto di ringraziamento per essere potuti tornare proprio in questi luoghi. Con Loris abbiamo mentalmente ripercorso quei giorni e quei chilometri fatti zoppicando e poi sempre più con dolore e con rassegnazione.
Io sono stato enormemente contento di averlo nuovamente al mio fianco e con lui sia Paola che Mirella; sarà un modo per continuare a ringraziare anche per il nostro primo incontro avvenuto ormai nel 2011 sul Cammino Francese. Da quel momento sempre insieme.
Un abbraccio Buon Cammino.
Nicola.



14-15 tappa: giorni intensi e per questo meravigliosi.

Carissimi,
riprendo a distanza di qualche giorno la mia scrittura e condivisione con voi di questa esperienza. Sono stati giorni particolari perché la partenza di Alessandro e l'arrivo di Paola Loris e Mirella hanno di fatto segnato ogni momento e ogni passo di questi giorni.
Ho cercato di non pensare a Domenica mattina, al giorno della partenza di Alessandro, perchè non poteva essere nè un momento normale nè un momento semplice; anzi è completamente all'opposto. Mi sono sforzato di non "vivere l'arrivederci" ma di pensarlo come un prologo ai futuri cammini che a questo punto sia Alessandro che la Cinzia potranno fare da soli.
E' stato un avvio, un bell'avvio che lascerà i segni in ciascuno di noi e i segni sono tutti positivi.
Mi sono detto prima di partire da casa che non avrei fatto nè la guida turistica nè l'esperto dei cammini; mi sono limitato alle cose importanti, essenziali. Per il resto ho voluto che i miei due amici camminassero con le loro gambe e sperimentassero sensazioni, emozioni e tutto quello che di bello e anche di doloroso il cammino ci riserba.
Così ho evitato di descrivere metro per metro la strada da fare; di anticipare tante delle cose che abbiamo visto e incontrato. E' stata una mia scelta, spero che sia stata quella giusta. Per il resto camminare fianco a fianco per due settimane, condividendo tutto quello che la strada ti mette davanti agli occhi e sotto i piedi, è stata un'esperienza particolare e bella. Spero che sia stata anche formativa e spirituale perchè quando poi Alessandro e Cinzia saranno tornati alle loro attività, dovranno poter attingere a questa fonte di energia. Sarà la stessa cosa anche per me; non faccio differenza alcuna.
Buon Cammino.
Nicola

18 maggio 2018

12 e 13 tappa: rivedere gli amici con gli occhi pieni delle cose che ti circondano.

Carissimi,
due giorni di silenzio non voluti ma causati da poca linea, ma quando la poca linea è in un posto come Guemes sinceramente non gli dai peso.
Sembra fatto apposta che dopo la sosta e l'emozione vissuta a Laredo si arrivi in un altro posto ugualmente magico come quello della Comunità di Padre Ernesto. In due giorni sperimentiamo tante di quelle cose che ci serviranno come bagaglio nei prossimi giorni ma anche quando torneremo a casa.
La giornata di ieri giovedì ha visto il sole a differenza dell'anno passato che prendemmo una vera e propria burrasca di acqua per buona parte della giornata. All'imbarcadero abbiamo aspettato la barchetta sotto un sole ancora non caldo ma sicuramente molto diverso dalle raffiche di vento e pioggia che arrivavano anno da ogni parte. Ho ringraziato per aver avuto nelle due occasioni la possibilità di percorrere gli stessi posti con il tempo diverso; se stai attento ti accorgi che ci sono sfumature diverse di colori e profumi. Ma anche le tue sensazioni sono diverse e non soltanto perchè piove o c'è il sole.
L'arrivo a Guemes è stato bello perchè l'abbiamo fatto dalla parte giusta, arrivando cioè da un campo in erba in salita con la casa che stava lì ad aspettarci quasi a braccia aperte. E a braccia aperte ci hanno accolto gli hospitaleros di cui Serena una italiana che sta preparando una tesi di laurea sul Cammino. Ho parlato con lei a lungo ed è stato un bellissimo confronto e una bellissima condivisione.
Ho approfittato di un momento in cui sono rimasto da solo e ho passeggiato a piedi nudi sul grande parco sul retro della casa. E' lì che mi sono rivisto insieme a Padre Luciano nei tanti ritiri di preghiera, nelle tante domeniche passate ad ascoltarlo e a riflettere: perchè lui ti portava veramente alla riflessione. Ed erano riflessioni profonde anche se fatte da giovani.
La sensazione dei piedi nudi sull'erba è stata come di una dolce carezza su dei piedi un po' martoriati, come una leggera brezza che portava via il dolore e rinfrescava conseguentemente. Poi è spuntata la luna; la misura di una falce, non più grande e accanto una stella. Idealmente ho pensato che quest'ultima fosse appesa con un filo alla punta estrema della luna.
E quell'idea del filo me la sono portata dietro per buona parte della nottata (visto i russatori che ci sono stati, ma più che visto sentiti!) e stamani quando abbiamo attraversato l'intera spiaggia di Somo per la sua totale lunghezza di ben 4 chilometri.
A quel filo ho dato tante immagini, ho collegato tante situazioni e sentivo dentro di me che l'emozione cresceva avendo poi sotto i miei piedi quella superficie grandissima della sabbia e dinanzi a me quella distesa infinita del mare.
Non puoi fare a meno di fermarti; ho lasciato andare avanti Alessandro, tra di noi non ci sono mai stati obblighi nè regole specifiche a riguardo; era troppo importante fermarsi, era troppo bello ascoltare, era troppo giusto pensare.
Altri amici sono venuti "a trovarmi"; altri ricordi che riaffiorano con tranquillità ma anche con il loro carico di gioia e di dolore. Li devo vivere entrambi se voglio capirne appieno il senso e se voglio continuare ad incontrare queste persone con serenità e speranza.
Buon Cammino.
Nicola.



16 maggio 2018

11 tappa: e le lacrime scendono!

Carissimi,
non sono le prime lacrime e non saranno neppure le ultime; ma sono il bello del cammino, una delle parti vere, autentiche, personali, intime ma nello stesso tempo condivise con tutti coloro che porti nel cuore e nello zaino.
Laredo, la città che ci accoglie stasera; una giornata faticosa, con un errore sul percorso, con una pioggerellina fine e con delle salite estenuanti.
Laredo mi accoglie da due anni nel Convento di clausura della S.Trinidad e la sera alle 19 oltre alla S.Messa c'è la benedizione del pellegrino. Anche stasera quando il momento è arrivato l'emozione aumenta, le sensazioni assumono dimensioni diverse, prendono la visione di persone, amici, familiari; pensi a loro, a tutto coloro che hai nello zaino, a tutte le richieste, a tutti i fogli scritti, alle mail che hai ricevuto, ai messaggi brevi ma pieni di speranza.
Ho pensato a tutti voi, ho pensato alla mia famiglia, al babbo per il quale sto camminando; ho pensato ai tanti amici che mi hanno lasciato ma che stanno camminando in terre più belle; ho pensato a voi che mi state seguendo, a Cinzia che ha camminato con me fino ad ora, ad Alessandro che ancora cammina e a Paola Loris e Mirella che arriveranno sabato.
Vi chiederete come sia possibile pensare a tutto questo in poco tempo: non esiste il tempo sul cammino; camminare dilata ogni tuo attimo e anche quando sei fermo a riflettere, scrivere, pregare, il tempo assume un'altra dimensione e ti proietta in un moto che non è quello perpetuo ma quello del cuore. E il cuore comanda su tutto ed è una gioia incredibile!
Buon Cammino.
Nicola

15 maggio 2018

9 e 10 tappa: Mi sono fermato a guardare la linea dell'orizzonte e ho cercato di andare oltre.

Carissimi,
altri due giorni di cammino e altri due giorni particolari come paesaggi e come sensazioni.
Siamo finalmente tornati sulla costa; quella vera, quella che ti fà quasi toccare il mare con un dito e che ti accarezza il viso con il suo vento. Sicuramente l'ambiente più consono al pellegrino in cammino e in ricerca.
E in questo cammino fatto anche di ricerca, capita in maniera frequente di fermarsi a guardare lontano, a guardare quella linea dell'orizzonte oltre la quale non hai visuale alcuna ma oltre la quale puoi soltanto pensare e ipotizzare cosa ci possa essere.
L'ho fatto anche io oggi, sopratutto oggi che abbiamo avuto tanti momnti per farlo. Ho provato a guardare oltre che per me vuol dire provare a guardare oltre me stesso, oltre il mio io; provare a guardare i miei limiti per trovare un modo di superarli; provare a guardare le mie catene per trovare motivazioni e stimoli per spezzarle.
Oltre quella linea ho visto mio padre, l'ho rivisto con le immagini dei suoi ultimi tempi, comunque sereno; l'ho rivisto più indietro nel tempo a darmi quei consigli e a farmi crescere con quei valori che mi porto dentro. E penso che proprio queste immagini, sulla linea di questo orizzonte, siano la chiave per tante soluzioni, la risposta alle mie domande.
Ma il cammino è lungo e non è soltanto quello che spero ci possa portare a Santiago ma quello ancora più importante e difficile: il nostro personale cammino di vita.
Buon Cammino.
Un abbraccio.


13 maggio 2018

8 tappa. i pellegrini li riconosci sempre e non li perderai mai.

Carissimi,
siamo usciti dalla bellissima città di Bilbao che per la pioggia abbiamo soltanto visitato molto marginalmente quanto basta per apprezzarla ancora una volta a distanza di un anno.
Andando per ordine ieri ci siamo trasferiti in un albergue fuori Bilbao perchè non c'era posto in città ormai da mesi per l'evento sportivo delle finali europee di rugby. Poco male; avevo trovato un albergue ritornando un po' indietro sul cammino e per come siamo stati bene e per la compagnia trovata, la scelta è stata azzeccatissima.
La foto che vi allego è l'allegra brigata, italiani contro tedeschi, che si è formata per la cena che insieme abbiamo deciso di cucinare e consumare. In più a noi c'erano due coppie di francesi indipendenti.
E' stata una bella serata con quello spirito che vorremmo trovare ogni giorno e ogni sera ma non può essere nè automatico nè scontato; ma quando c'è è veramente una cosa bella.
Stamani ripartenza per Bilbao dove abbiamo salutato Cinzia che rientra a casa; i saluti non sono mai stati il mio forte in questo tipo di esperienze e hanno com sempre pralato le lacrime al mio posto; la cosa è stata reciproca con Cinzia e con Alessandro. Abbiamo fatto un pezzetto di strada; l'inizio di un cammino che potrà proseguire negli anni futuri: ogni cammino inizia con il primo passo. Cinzia lo ha fatto e così anche Alessandro che adesso è con me per tutta la prossima settimana.
Lasciata Cinzia e lasciata Bilbao siamo giunti con molta tranquillità ma con un gran freddo a Portugalete.
Nell'ostello dove alloggiamo ci siamo messi comodi a leggere e ad un certo punto sono arrivati una ragazza e una persona anziana. Mi sono detto: ma io questi pellegrini li ho già visti! ma non riuscivo a realizzare se quest'anno o l'anno scorso. Poi li ho sentiti parlare in italiano e allora guardandoli negli occhi ci siamo detti a vicenda che ci eravamo già incontrati e simultaneamente anche dove: nella tappa dell'anno scorso a Deba dove poi abbiamo dormito insieme all'ostello municipale.
Sono padre e figlia Giuseppe e Elena che hanno fatto una settimana anno scorso e ora fanno un altra settimana.
Sono momenti particolari questi quando rivedi le persone, quando ti ricordi i momenti passati insieme anche se veloci e pochi, quando ti ricordi i loro volti, gli sguardi, quegli occhi che parlano già al primo giorno di Cammino.
E' una gioia! Difficile da descrivere ma fondamentale da vivere.
Domani tappa lunga, 34 chilometri ma rivedremo il mare e toccheremo con mano il freddo pungente (stamani 6 gradi) e il vento dell'oceano che ti leviga il viso come una sabbiatrice lo fà con una trave di legno.
Ma ora viviamo Portugalete e questi pellegrini ritrovati e pensiamo a  distanza a Cinzia.
Buon Cammino.
Nicola.
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