02 giugno 2026

Ultima tappa. Arriviamo; arrivati; ripartiamo. Questo è il Cammino della vita.

 Carissimi, saprete già che siamo arrivati e se mi conoscete un po' saprete anche che non mi è possibile scrivere il giorno stesso dell'arrivo e molte volte anche il giorno successivo. Questo perchè le emozioni sono tante e i tempi passati a guardare quella piazza, a guardare le facce degli altri pellegrini che confluiscono in questa piazza, ad abbracciarsi con i miei compagni di viaggio e altro ancora.

E anche il giorno dopo non hai poi così tanto tempo se non per riordinare le idee, camminare per Santiago senza zaino, vivere la Messa del Pellegrino e continuare a dirsi dentro di sè: ce l'abbiamo fatta anche questa volta.

Ho cominciato a piangere ancora prima di entrare in piazza; non mi importava cosa poteva pensare la gente anche perchè sò che da queste parti le lacrime di chi porta uno zaino sulle spalle sono lacrime di gioia e di ringraziamento.

E' vero: pensavo alla mamma; pensavo agli amici portati nello zaino, chi in salute, chi in difficoltà; pensavo alla mia famiglia tutta intera; pensavo ai miei ragazzi del calcio; e alla fine i pensieri sono stati talmente tanti che l'elenco sarebbe lunghissimo. Le lacrime quindi sono scese ma non ero l'unico; ne vedevo tanti intorno a me, compreso i miei compagni di viaggio: Paola, Cinzia e Alessandro con i quali ci siamo abbracciati a lungo in una fraterna condivisione di fatiche, gioie, speranze, sogni e tutto quello che ciascuno aveva nel proprio zaino ma soprattutto nel proprio cuore.

I cammini non sono mai stati tutti uguali; le esperienze sono sempre state diverse; le fatiche ma anche le gioie sono sempre state diverse; i compagni di viaggio sempre diversi; ma alla fine queste "diversità" si uniscono in una unica e grande parola: GRAZIE!

Grazie anche a voi che ci avete seguito e spero anche pensato nell'arco delle singole giornate. Io vi posso garantire che l'abbiamo sempre fatto. La lentezza del cammino è una delle sue caratteristiche principali che ti danno proprio la possibilità di pensare, pensare e ancora pensare. 

Ho pensato che fosse giusto chiudere questa esperienza sul blog con una carrellata delle nostre fotografie perchè con Paola, Cinzia e Alessandro abbiamo condiviso tutto: mangiare, letti, sabbia, asfalto, tramonti, sole, vento, fotografie, risate e pensieri. Il mio GRAZIE va quindi anche a loro: che hanno "sopportato" la mia pianificazione ma che sopratutto hanno sopportato vesciche e altri malesseri pur continuando sempre a camminare. Questo è il Pellegrino.

Buon Cammino. Un abbraccio.

Nicola.