23 maggio 2026

5 tappa. Caminha. Sul confine tra Portogallo e Spagna.

 Carissimi, la seconda tappa lunga di questa esperienza; esperienza che sembra iniziata tantissimo tempo fà da come il tempo e i ritmi di vita si dilatano. Stanotte è piovuto con lampi di tutto rispetto. Ma fino a quando piove di notte e non la mattina, va benissimo. In verità un po' di pioggia l'abbiamo avuta anche nel corso della giornata; è stato un susseguirsi di fermate per vestirsi e poi per svestirsi; poi ancora per vestirsi e poi per levarci tutto quanto a pioggia finita.

Panorami anche oggi molto belli, caratterizzati da quella nebbiolina bassa frutto della nebulizzazion dell'acqua di mare che si infrange sugli scogli. Veramente molto suggestivo e difficile da immortalare con una fotografia.

Tra i tanti bei posti attraversati oggi, uno in particolare è stato ricordato a distanza di tre anni; è il luogo dove una mia amica ha lasciato il "suo sasso". Quella del sasso non mi piace chiamarlo rituale, è invece un momento particolare e intenso che abbraccia lo spirito che caratterizza il cammino verso Santiago e ne è parte integrante.

Ciascuno lascia il suo sasso preso a casa oppure raccolto all'inizio del cammino e lo lascia in un luogo che la persona stessa e nessun altro reputa adatto. In quel sasso c'è tutto o per lo meno tante e tante cose. Ci sono colpe e mancanze proprie, ci sono preghiere per se stessi e per altri, ci sono immagini, ricordi; ci sono persone, persone molte volte amate e non più tra noi; c'è soprattutto AMORE e io aggiungo anche SPERANZA perchè senza queste due cose la nostra esistenza, e quella degli altri, non sarebbe nulla, non avrebbe alcun valore.

Il sasso portato nello zaino è alla fine un dono di Amore che viene lasciato in un posto apparentemente anonimo ma state sicuri che la persona che lo lascia porterà sempre dentro di sè quel luogo particolare scelto. Ho rivissuto i momenti di tre anni fà della mia amica; ho rivisto le sue lacrime, diventate poi anche le mie; ne più ne meno come oggi. Lacrime non tristi ma piene di quella gioia e riconoscenza che mescolati alla fatica di questa esperienza, ti proiettano in una dimensione di comunione con chi hai lasciato a casa, con chi non è più al tuo fianco, con chi cammina ora insieme a te.

Ho messaggiato alla mia amica perchè la condivisione fosse completa e sentimenti e lacrime si unissero ancora una volta. Anche questo è il cammino.

Un abbraccio. Buon Cammino.

Nicola.








22 maggio 2026

3 e 4 tappa. Povoa-Esposende-Viana do Castelo. Tanti, tanti chilometri!

 Carissimi, vi devo il resoconto di due tappe ma se quella di ieri è stata tutto sommato tranquilla, quella di oggi era quella che temevo di più sia per la lunghezza, sia per la difficoltà di individuare il giusto percorso.

E così è stato! Ma andiamo per ordine. Ieri, giovedì, la tappa non ha avuto particolari difficoltà o grandi emozioni. La potrei definire una tappa normale.

Quella di oggi invece è stata sempre bella per il tempo, lunga nei chilometri finali (29!), difficile nel capire la giusta direzione e affascinante in tanti passaggi. Finalmente abbiamo camminato a lungo sulla spiaggia e questa è stata sicuramente la caratteristica principale e la cosa più emozionante: a destra avevo la verticalità delle dune e a sinistra l'orizzontale infinito del mare. Nel mezzo una distesa di sabbia che la bassa marea ha reso grandissima oltre alla sua lunghezza calcolata in chilometri e chilometri.

Il rumore delle onde ha quasi sempre coperto qualsiasi parola potevamo pronunciare tra di noi e questo mi ha costantemente portato a pensare; pensare, pensare e sentire i propri passi che affondavano, di più o di meno, nella sabbia. Mi voltavo indietro e vedevo le orme, mie come quelle di tante altre persone passate prima di me.

Non siamo pochi pellegrini per la strada ma ogni tanto ci perdiamo, ci trasformiamo in quel cosiddetto elastico che vede le persone avvicinarsi e poi allontanarsi, vedersi la mattina poi a pranzo e rivedersi la sera o nell'ostello o a giro nella cittadina di sosta giornaliera.

Alla giornata di oggi devo aggiungere acciacchi vari,  qualche vescica, un dito malandato, un intestino che fa le bizze; non stiamo a specificare di chi e come; tutto questo ha inciso sul normale andamento o per lo meno sull'andamento standard. Speriamo di risolvere quanto prima anche perchè già domani ci aspetta la seconda tappa lunga e con una sola possibilità di sosta! Incrociamo le dita.

E quindi proseguiamo con più o meno fatica, con più o meno riflessioni interiori, con tante persone invece nello zaino con me. Ho già pensato a dove lasciare i disegni mandala della mamma ma di questo ne parleremo più avanti, quando sarà il momento.

Un abbraccio. Buon cammino.

Nicola.








20 maggio 2026

Seconda tappa. Oggi sole. Labruge-Povoa

 Carissimi, oggi c'è il sole e di questo ringraziamo. La tappa più breve rispetto a quella di ieri, ma non stiamo dietro ai numeri, alla lunghezza, al dislivello da fare.

I dolorini alle anche sono spariti anche se è vero che gli ultimi chilometri di oggi avevo le gambe un po' dure. Sò che i primi giorni si deve rompere il ghiaccio e quindi non mi preoccupo; la testa và su altre cose ed è questo l'importante e l'essenziale.

Il mare particolarmente agitato, con discrete onde e con quella nebbiolina prodotta proprio dall'infrangersi delle onde stesse sugli scogli, rendeva il paesaggio particolarmente affascinante e anche il camminare è stato particolare e suggestivo. Abbiamo iniziato a vedere le grandi spiaggie, così strutturate anche dall'azione della bassa o dall'alta marea.

Sapete meglio di me che in queste esperienze i momenti di silenzio, di riflessione sono tantissimi; è il bello del camminare, è il bello del camminare lentamente, del sapere che ti stai portando tutta la tua "casa" sulle spalle, del sapere che giorno dopo giorno ti avvicini sempre di più alla mèta stabilita in quella piazza che ci ha visto pellegrini tante e tante volte.

Abbiamo visto per strada tanti pellegrini; li riconosci non solo dallo zaino in spalla ma dal saluto reciproco di Buon Cammino che solitamente ci scambiamo. Non c'è bisogno di conoscere le lingue: è un saluto internazionale che prescinde dalla propria nazionalità. Guardi la persona negli occhi, accenni un sorriso e auguri Buon Cammino. Poi volti lo sguardo anche allo zaino per fare dei confronti con il tuo sulle spalle ma sono confronti tecnici e non di altro genere.

Tutti avranno una loro motivazione, un loro sogno, un loro obbiettivo ma tutti quanti mettiamo un passo dopo l'altro e tutti quanti prendiamo il sole, la pioggia, il vento; tutti quanti sentiremo i morsi della fame, berremo le ultime gocce di acqua dalla bottiglietta vuota che ci siamo dimenticati di riempire! Sono momenti uguali per tutti che ci vedrà però riuniti tutti insieme in quella piazza, su quel selciato di pietre che hanno visto scarpe e scarpe camminarci sopra.

E dentro le scarpe, tante persone, uomini e donne, giovani e anziani. Tutti pellegrini, tutti pellegrini del mondo.

Buon Cammino. Un abbraccio.

Nicola.






19 maggio 2026

Partiti: il battesimo dell'acqua. Porto-Labruge

 Carissimi, finalmente dopo quasi due giorni di turisti a Porto (tappa obbligata), ci siamo messi il nostro zaino sulle spalle: il nostro compagno di viaggio dove dentro abbiamo sicuramente tutto quello che ci serve.

Siamo partiti con la tipica pioggerellina fine ma fine, ma così fine che ti entra da tutte le parti! Ma non è stata continuativa e questo è sicuramente positivo; gli ultimi chilometri poi gli abbiamo fatti sotto il sole.

Parto con le sensazioni di sempre: paura, curiosità, desideri, immagini di vecchi cammini, fotografie di pellegrini con i quali ho condiviso chilometri e chilometri. Parto con il pensiero a mia madre per la quale camminerò spero fino a Santiago; è nulla rispetto a quello che lei ha fatto per noi figli ma non ci potrà mai essere una modalità per restituire il tutto. Penso che soffrire la sua mancanza, la sua assenza e pensare ai decenni passati insieme, sia già un modo per ringraziare oltre che per sentirla sempre vicino.

Domenica, prima di partire per Pisa, siamo andati con Paola al cimitero; davanti a quelle due semplici lapidi come avevano chiesto sia babbo che mamma. Ho guardato le date, ho letto i loro nomi, gli ho scorsi con gli occhi avanti e indietro più di una volta e poi tornavo sulle date e pensavo al tempo trascorso: nove anni per il babbo e un anno per la mamma. Il tempo corre, inesorabile e si porta dietro cose fatte, occasione perdute, persone amate, amici indimenticabili.

Tutti con me nel mio zaino, come sempre; leggero nei vestiti ma "pesante" negli affetti, nei ricordi e nelle preghiere chieste. Avrò chilometri e chilometri per tutto questo! Oggi la prima tappa, i primi 24 chilometri sulle gambe, quelle gambe che oggi hanno venti anni in più rispetto al primo cammino intrapreso. Venti anni! Eppure sono sempre qui, è sempre una grande emozione e ho accanto a me Paola, Cinzia e Alessandro, altri amici con i quali condividere la strada.

Strada lunga, strada corta, strada in salita, strada sotto il sole, strada sotto la pioggia: la vera strada è quella che uno ha dentro e che si sforza di percorrere tutti i giorni al servizio degli ultimi, a servizio di chi hai intorno, insieme a chi divide con te la vita oppure un solo pezzo di questa strada.

A voi tutti: Buon Cammino! Perchè è questo quello che ci auguriamo mentre camminiamo e incontriamo altri pellegrini; perchè è questo quello chi mi sostiene nelle difficoltà di queste esperienze; perchè sò che anche voi state camminando con noi.


Un abbraccio.

Nicola






10 maggio 2026

Cara mamma: riparto!

 Carissima mamma, due coincidenze in questa settimana che danno ancora più senso e valore alla nuova partenza verso Santiago di Compostela. 

La prima è la festa di oggi, la festa della mamma, la festa di tutte le mamme. E proprio oggi mi trovo a scrivere sul blog in un giorno in cui ho iniziato come di consueto a preparare il materiale da mettere dentro lo zaino. Ne è passato di tempo da quando, anche e non solo nei primi cammini, mi chiedevi se avevo preso la maglietta di lana; quella che ora e da sempre si sarebbe chiamata la maglia della salute! Una tua "preoccupazione", accortezza nei miei confronti, un interrogativo diventato nel tempo un mantra come se non potessi partire senza che tu mi ponessi la domanda che mi aspettavo da un momento all'altro.

E della mamma si ricordano queste attenzioni, questa premura nei confronti del proprio figlio anche se questi ormai ha superato di gran lunga l'età adolescenziale. Ma ne ricordo tante di attenzioni e consigli ma anche rimproveri pacati e mai urlati. Ricordo quando mi spronavi per lo studio, quando mi ricordavi di far visita ai nonni, quando non mi ricordavi di avere attenzione al prossimo perchè questo valore lo avevo già fatto mio fin da bambino.

E così riparto. A distanza di un anno. A distanza di quel cammino interrotto dal tuo improvviso peggioramento di salute. E qui si materializza la seconda coincidenza: ripartirò il 17 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato mentre prendevo l'aereo per tornare, per quanto velocemente potessi farlo, a casa.

Non ho scelto io questa data di partenza. I voli partivano solo di Domenica e di mercoledì e io ho scelto la Domenica. Soltanto dopo qualche giorno ho unito le due cose. Coincidenze, stranezze, casualità; possiamo chiamarle come volete; io ho pensato a due modi molto diversi di partire per un Cammino e al fatto che il mio Cammino sarà per te, nella speranza di arrivare in quella piazza a Santiago e nella certezza che ti avrò sempre al mio fianco.

E non partirò da solo; oltre a Paola e agli amici Cinzia e Alessandro ho con me due dei tuoi tanti disegni, dei tanti mandala fatti negli ultimi anni. Disegni precisi come solo la tua mano sapeva fare; tocchi delicati con quelle mani che di anni ne avevano visti tanti e la pelle si era piano piano ingrinzita. Ma i colori erano perfetti, la tua serenità pure, la mia paura di perderti tanta!

Staranno nel mio zaino fino alla fine; fino al momento in cui troverò un luogo adatto a riceverli, a farli cullare dal tempo che ci passerà sopra, a impreziosire gli occhi di altri pellegrini che ci passeranno accanto. Non ti conosceranno ma io si perchè ti ho avuta con me per sessantacinque anni.

Ti voglio bene, mamma.

Tuo Nicola.




17 aprile 2026

Dove eravamo rimasti?

 Carissimi,

può darsi che vi siate chiesti, undici mesi fà: ma che fine hanno fatto i camminatori? Staranno ancora camminando o si saranno persi nel meraviglioso paesaggio descritto nei giorni prima?

Purtroppo nulla di tutto questo ma l'interruzione dello scrivere sul blog è scaturito soltanto dal veloce, per quanto possibile, ritorno a casa per la morte della mamma. E' successo tutto molto velocemente e in quei giorni mentre scrivevo stavo e stavamo già vivendo a distanza una situazione fatta di notizie, di novità sanitarie, di prospettive positive e di prospettive negative. A distanza di tempo non riesco ancora a capire come abbia potuto camminare con tutti questi pensieri in testa; sicuramente mi sono basato su tutti quei dettagli positivi che mi venivano raccontati per telefono; forse pensavo che la mamma ce l'avrebbe fatta anche questa volta. Del resto eravamo partiti che stava tutto sommato bene, a casa, con quelle patologie conosciute che non facevano pensare ad un tracollo così repentino.

Tempo una settimana e tutto è precipitato e nel momento in cui le speranze si erano veramente ridotte al minimo abbiamo preso la decisione di rientrare; non aveva più alcun senso camminare e aspettare miglioramenti o cose del genere. La notizia poi dell'ultimo respiro di mamma mi è arrivata mentre prendevamo l'aereo in aeroporto.

Viaggio di rientro quindi devastante; pensieri che sfrecciavano in testa alla velocità della luce; immagini chiare e immagini offuscate di momenti familiari, momenti di vita vissuta, ricordi. La sensazione, sviluppatasi poi maggiormente nei giorni successivi, di essere rimasti soli, io e mia sorella Monica, non "abbandonati" ma sicuramente più soli. Anche ora a distanza di quasi un anno non posso dire di aver elaborato tutto quanto. Riprendo in mano i disegni colorati dalla mamma, una quantità quasi industriale di mandala che giornalmente riempiva con la precisione di una punta fine del pennarello ma di una mano tremante per l'età.

Ecco spiegato il mio silenzio, l'interruzione dello scritto, la mancata condivisione dell'esperienza che stavamo facendo. A distanza di un anno ripartiremo; con un'altra esperienza, con un'altro cammino, con altri amici. Sarà un cammino fatto per la mamma e quindi si un cammino di ricordi e immagini ma anche e soprattutto un cammino di vita, in netto contrasto con quanto accaduto proprio un anno fà.

Vi aspetto! Tra un mese si parte.

Un abbraccio.

Nicola

14 maggio 2025

Il tramonto di ieri come simbolo di questo cammino

 Carissimi, proprio così: il tramonto di ieri penso si possa annoverare tra le cose più belle viste fino ad oggi e come simbolo di questo cammino. A picco sull'oceano da una piazzetta circolare in aggetto sul mare, una chiesetta alle spalle, il rumore delle onde in lontananza e la luce solare che piano piano diminuisce come lo stesso tiepore sul viso.

Inizio la giornata di oggi con una immagine di ieri. Ci sta; sul cammino di Santiago l'ho fatto tante volte perchè appunta tante volte le cose più belle avvenivano nella tarda serata e certe volte anche di notte.

La tappa di oggi aveva una discreta lunghezza e un paio di passaggi su delle roccette che hanno richiesto la massima attenzione nel posizionare piedi e bacchette oltre che una discreta fatica nel superarle. Ma ne vale sempre la pena perchè quando si arriva in cima il panorama è sempre splendido.

Anche oggi sabbia per alcuni chilometri, alla quale comunque ci stiamo abituando sia con il ritmo che con la stabilità e di conseguenza con la fatica. Siamo entrati per un tratto leggermente nell'interno anche perchè una parte del cammino originario sulla costa era franato perchè qui l'erosione è sempre in atto. Questo ci ha permesso di vedere le grosse piantagioni e serre che già la guida descriveva, senza però capire la varietà delle piante coltivate! Chiederemo.

Verso metà percorso abbiamo avuto una disavventura con un insetto non meglio identificato che ha lasciato il suo pungiglione sotto il mio occhio e altre due punture a Paola nel collo e sulla testa. Discreto dolore e bruciore e soprattutto per un paio di chilometri non siamo stati sicuri di eventuali nuovi attacchi. Ipotizzo che le creme solari abbiano attivato un gusto olfattivo invitante!

La chiusura della tappa di oggi è stata poi quella tipica chiusura che non vorresti mai nè avere nè tantomeno fare: quattro chilometri di strada asfaltata interna senza particolari prospettive paesaggistiche e naturalmente tutta al sole. Lo sapevamo ma quando poi ti trovi di persona a farlo non puoi far altro che stringere i denti e basta. Alla fine la suddetta strada portava nella piazzetta principale del paese di Odeceixe, che ci ospita per la notte in un simpatico soppalco con tre letti e al livello sotto un bagno e il tavolo su cui vi sto scrivendo.

Tanto per ridere: domani dovremo rifare gli stessi quattro chilometri di strada ma dal lato opposto, per tornare sul mare! Meglio riderci sopra.

Un abbraccio. Buon Cammino.

Nicola.