Carissimi, sapevo che la giornata di oggi sarebbe stata particolare e molto faticosa da un punto di vista spirituale ed emotivo. I chilometri e le discrete salite sono state affrontate fisicamente bene ma aspettavo quasi con ansia due punti particolari del cammino di oggi che avrebbero dato un ulteriore senso al cammino stesso non solo di oggi ma di tutta l'esperienza.
Avevo già deciso dove lasciare i disegni mandala della mamma che gelosamente ho portato nel mio zaino e Paola aveva deciso dove lasciare un piccolo rosario per la nostra amica R. anche e non solo in memoria di M.
In lontananza, mentre camminavamo, abbiamo iniziato a sentire le note di una cornamusa e sapevo che lì avrei trovato il suo anziano suonatore invecchiato di altri tre anni rispetto all'ultima volta che ci siamo incontrati e lì che avrei lasciato il disegno della mamma. Ho cominciato ad avere gli occhiali appannati ancora prima di arrivare e dopo non posso dire che sia stato meglio.
Ma sapete come la penso sulle lacrime; non le ho mai viste nè vissute in negativo ma anche e soprattutto come liberazione, come ricordo e come comunione con altre persone che non sono più al mio fianco. Il posto non lo avevo scelto a caso: lasciare non solo il disegno ma il pensiero che la mamma abbia sempre accanto una musica dolce come quella della cornamusa. Non volevo un posto isolato, un posto lontano, un posto nascosto; i disegni della mamma penso siano un toccasana per gli occhi, un pensiero dolce e semplice per le centinaia di persone che ci possono buttare gli occhi sopra.
Non è stato facile! Per niente! Ma è stato un modo come per lasciare andare via la mamma anche se sò benissimo che i ricordi ci saranno sempre e le immagini oltre alle fotografie di famiglia saranno sempre occasione per tornare indietro nel tempo.
Abbiamo poi raggiunto una chiesetta molto più avanti dove con Paola abbiamo lasciato ai piedi della Croce, un rosario per ricordare un comune amico e per lasciare una preghiera per i suoi familiari. R. doveva essere con noi a fare questo cammino ma si è fatta male al ginocchio e non è potuta partire. Solo in parte ci siamo sostituiti a lei stamani perchè le abbiamo promesso che torneremo insieme su questi passi che suo marito aveva fatto tanti anni fà.
E mi ricordo bene di quella telefonata con M. sotto la croce sulla Via della Plata; avevo appena lasciato sotto un sasso le scatole vuote delle medicine che stava prendendo ed insieme ci siamo detti che dovevamo ancora sperare che tutto andasse bene. Sono state tante le preghiere in quei 42 giorni di cammino e sono stati tanti i pensieri verso di lui nei mille chilometri che stavamo percorrendo giorno dopo giorno insieme all'amico Loris.
La mamma e M. hanno in comune il Cammino: questo terreno e quello che stanno facendo spiritualmente. E' un aspetto di cui riflettevo stamani passo dopo passo, guardando le mie scarpe e seguendo il movimento delle gambe. E' un aspetto che mi ha rasserenato e se vogliamo reso felice perchè mi sono sentito in comunione con entrambi ed entrambi ho ringraziato per averli avuti, con modalità diverse, al mio fianco.
Domani tappa impegnativa ma sono sicuro di non camminare da solo.
Buon Cammino. Un abbraccio.
Nicola.


































_copy_1080x1080.jpg)

