Carissimi, vi devo il resoconto di due tappe ma se quella di ieri è stata tutto sommato tranquilla, quella di oggi era quella che temevo di più sia per la lunghezza, sia per la difficoltà di individuare il giusto percorso.
E così è stato! Ma andiamo per ordine. Ieri, giovedì, la tappa non ha avuto particolari difficoltà o grandi emozioni. La potrei definire una tappa normale.
Quella di oggi invece è stata sempre bella per il tempo, lunga nei chilometri finali (29!), difficile nel capire la giusta direzione e affascinante in tanti passaggi. Finalmente abbiamo camminato a lungo sulla spiaggia e questa è stata sicuramente la caratteristica principale e la cosa più emozionante: a destra avevo la verticalità delle dune e a sinistra l'orizzontale infinito del mare. Nel mezzo una distesa di sabbia che la bassa marea ha reso grandissima oltre alla sua lunghezza calcolata in chilometri e chilometri.
Il rumore delle onde ha quasi sempre coperto qualsiasi parola potevamo pronunciare tra di noi e questo mi ha costantemente portato a pensare; pensare, pensare e sentire i propri passi che affondavano, di più o di meno, nella sabbia. Mi voltavo indietro e vedevo le orme, mie come quelle di tante altre persone passate prima di me.
Non siamo pochi pellegrini per la strada ma ogni tanto ci perdiamo, ci trasformiamo in quel cosiddetto elastico che vede le persone avvicinarsi e poi allontanarsi, vedersi la mattina poi a pranzo e rivedersi la sera o nell'ostello o a giro nella cittadina di sosta giornaliera.
Alla giornata di oggi devo aggiungere acciacchi vari, qualche vescica, un dito malandato, un intestino che fa le bizze; non stiamo a specificare di chi e come; tutto questo ha inciso sul normale andamento o per lo meno sull'andamento standard. Speriamo di risolvere quanto prima anche perchè già domani ci aspetta la seconda tappa lunga e con una sola possibilità di sosta! Incrociamo le dita.
E quindi proseguiamo con più o meno fatica, con più o meno riflessioni interiori, con tante persone invece nello zaino con me. Ho già pensato a dove lasciare i disegni mandala della mamma ma di questo ne parleremo più avanti, quando sarà il momento.
Un abbraccio. Buon cammino.
Nicola.






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